annarambaldi.com

Lavori e curriculum di Anna Rambaldi

I PRIMI RACCONTI

Alcuni esercizi di scrittura risalenti alle scuole medie (ogni riferimento a persone e fatti è puramente casuale!)

Racconto breve senza titolo, scritto ad aprile 1997

Un aereo rincorre giocoso una soffice nuvoletta bianca. Una formica segue le scie di briciole di pane e nel laghetto un’onda ne bagna un’altra. E lei cerca di ritornare in se stessa. Si corica sulla riva, i capelli scompigliati sui ciottoli argentei. La sua pelle è fresca di sensazioni: respira l’aria di primavera pensando che, oltre alla stagione, sta cambiando anche lei. Le cose, per lei, non sono più chiare come una volta. Non è più come quando sapeva di dover essere in orario, di dover aiutare in casa, di doversi impegnare a scuola, di vedere le cose attraverso gli occhi della ragione. Non è più come quando restava ore intere in camera sua ad ascoltare la musica con la sua migliore amica, o quando insieme si scambiavano i vestiti, o girovagavano per il paese in cerca d’avventure. Le bastava un nonnulla per essere felice: il libro regalato dal papà, il pic-nic con i suoi genitori, la fotografia del suo cantante preferito o le carezze regalate al suo cagnolino. E poi i lunghi tramonti nel giardino trascorsi a ballare, cantare, ruotare su se stessa ridendo e fantasticando, le braccia aperte a raccogliere emozioni.

Adesso non distingue più così nitidamente le sue sensazioni. E’ confusa, turbata, è ormai diversa dalle altre sue amiche che escono sempre insieme e formano un tutt’uno l’una con l’altra. Si sta staccando da tutto e da tutti, e non sa se sia giusto o sbagliato. Dagli occhi grigio chiaro scivola una lacrima calda, le braccia sono attraversate da un fremito, le sopracciglia tremano. Si rotola nei sassi in cerca di sicurezza, si aggrappa ad una conchiglia, le unghie dipinte di verde, le guance arrossate.

Sta crescendo. Guarda il sentiero percorso, ma non può più tornare indietro.

L’incidente, scritto a maggio 1997

Non appena la porta dell’ufficio si richiuse dietro le mie spalle, capii che per me sarebbero stati cavoli amari.

“Puoi sederti qui” annunciò la segretaria con aria di sfida, indicando una sedia spigolosa.

“Ora chiamo il Preside, tu aspetta qui”.

‘Certo che aspetto qui, dove vuoi che vada, vecchia strega?!’, pensai nello stesso momento in cui quella figura grassoccia sparì nella stanza accanto. Sbattendo la porta in modo terribilmente irritante. Cominciai a guardarmi intorno. Quella stanza era simile allo studio di mio papà: stesso odoraccio di arbre magique alla fragola che mi faceva venire il cerchio alla testa; il pavimento lucido che sapeva di disinfettante, proprio come all’ospedale; tutt’intorno un ordine terribilmente opprimente. Io non riuscirei a concentrarmi, senza qualche foglio buttato all’aria o qualche libro spalmato per terra. Poi comparve la sagoma grigia e imponente del Preside, che mi fissava dall’alto del suo metro e ottanta e che mi appioppò un sorrisetto idiota degno della migliore pubblicità del Mentadent, con tanto di scintille luminose. Si sedette sulla sua poltrona imbottita, mentre a me toccava quella sedia scomodissima. Eh sì, la scuola è proprio ingiusta.

“Allora, signorina…”. Pausa.

“Bucci. Rita Bucci, signor Preside”.

“Già”. Schioccò le dita cadaveriche. “Allora, signorina Bucci. Vuole raccontarmi com’è andata?”.

“Com’è andata cosa?”. A cosa si riferiva? Il Preside notò la mia aria perplessa.

“Mi riferisco a… all’incidente, ecco”, cercò di spiegarsi. E poi, l’incidente? L’INCIDENTE? Ma quale incidente! Era una cospirazione!

“Beh, ecco, è andata più o meno così. Come lei sa, signor Preside, in prima c’è il mio fratellino Tommy”. Il Preside fece una faccia preoccupata: anche mio fratello Tommy era un ribelle come me. Respinsi a fatica una risata storica. Continuai.

“Dunque, davanti alla porta dell’aula ho visto un mucchio, così sono andata a dare un’occhiata e sotto c’era mio fratello. Così ho perso la pazienza e ho pensato di sgomberare la pista”.

“E COME ha fatto a sgomberare la pista?”.

“All’inizio mi sono messa a urlare: via, sciò, spostatevi! Ma dopo un po’ erano ancora tutti lì sopra. Così ho deciso di dare una smossa definitiva”. Adesso mi stava fissando con aria interrogativa. “Li ho sollevati uno ad uno e li ho messi da parte, tutto qua”.

“A me sembra che le cose siano andate in modo un po’ diverso”, squittì lui, l’Onnipotente.

“Sì, lo so, quei primini le avranno sicuramente detto che li ho scaraventati via, o qualcosa del genere”. Come Hercules, magari! “Le assicuro che non è andata così. Loro ne approfittano perché io sono all’ultimo anno”.

Il Preside si sollevò pesantemente dal suo trono e cominciò a passeggiare di qua e di là. Sembrava Sherlock Holmes. Guardate, se c’era una cosa che mi rompeva era proprio uno che si metteva a gironzolare con le mani intrecciate dietro la schiena mentre c’ero io.

“Signorina Bucci, mi risulta che lei sia già stata coinvolta in OCCASIONI di questo genere, o sbaglio?”.

No, non sbagliava. In prima avevo buttato il registro fuori dalla finestra, in seconda avevo lasciato i rubinetti aperti in segno di protesta e avevo spaventato a morte la nuova prof. di inglese… Beh, sì, è meglio che vi spieghi. Io sono alta, robusta e muscolosa, vesto metal e ho sempre qualche graffio. Vi potete immaginare l’effetto che faccio sui professori! Ai loro occhi sono una specie di Arnold Schwarzenegger al femminile.

“Non ho scelta, signorina Bucci, la devo sospendere per atti di vandalismo all’interno della scuola”. 

‘Non ho scelta qui, non ho scelta qua’, sempre la stessa pizza. Quell’essere abominevole con gli occhialini che sembravano due culi di bottiglia non aveva prove per incolparmi! La scuola è proprio ingiusta! L’unica soluzione era mio fratello: una volta andata via, ci sarebbe stato sempre lui a ‘smuovere le acque’!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 29 giugno 2015 da in Senza categoria.
Follow annarambaldi.com on WordPress.com

RAMBALDI ANNA

P.IVA 02481910202

Blog che seguo

Una noce di burro e un libro

tra libri e padelle... ne vedremo delle belle!

yourends

Io inizio le storie, il finale vien da sé... da voi.

-Massaggi olistici a padova-

prenota su armoniariflessologiapadova.com

SiViaggia

Viaggiare in Italia e all'estero: Foto, Guide, Recensioni.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: